Freccia Vallone, per molti è solo il muro di Huy da ripetere tre volte. L’ultima decide, quasi sempre, il nome del vincitore. Prima dell’ultima “arrampicata”, però, devi fare tanta fatica. Non per niente la Freccia Vallone è considerata una piccola Liegi-Bastogne-Liegi. Piccola solo perché è più corta di 60 km, tanti nello sport delle due ruote. La Freccia Vallone non è solo il muro di Huy. Gli strappi in totale sono 11, alla fine tutti lasciano il segno nelle gambe. Come diceva qualcuno:<< È la somma che fa il totale…>> e la fatica che si somma prima del muro di Huy è tanta. Damiano Cunego, Oscar Freire, Cadel Evans, Philippe Gilbert, Alejandro Valverde e Davide Rebellin Philippe Gilbert, Robert Gesink, Samuel Sanchez, Andy Schleck, Vincenzo Nibali i nomi dei corridori candidati ad arrivare ai piedi del Muro e provare l’ultimo scatto, quello decisivo. Tanti nomi ma pochi sono arrivati con la gamba giusta nel momento decisivo, fra loro c’erano un paio di italiani. Uno dei due, Rebellin, ha vinto confermando la tradizione favorevole dei corridori italiani in questa gara.MOREAU PROVA DA SOLO Moreau questa mattina è partito con un’idea meravigliosa, fare l’impresa. Quando mancano 50 km all’arrivo è protagonista di una fuga solitaria con un vantaggio di oltre 5 minuti. La sua idea meravigliosa, però, deve fare i conti con le intenzioni del gruppo. Dietro non erano d’accordo, le squadre dei favoriti su tutti. La sfida era improponibile, gli inseguitori hanno ridotto progressivamente e inesorabilmente il vantaggio del francese. Ai -43 km una rampetta fa venire voglia di fuga, qualche scatto ma i vogliosi non vanno da nessuna parte. Il gruppo rimane compatto. Ancora scatti e contro scatti e, fino alla fine, qualcosa succede. Quando mancano 35 km al traguardo 17 corridori riescono a prendere un leggero vantaggio sul gruppo principale, 20’’ circa. Neanche questa si rivelerà l’azione decisiva. Il plotone, guidato dalla Cervélo, non molla e li riprende.
COTE DE BOHISSEAU, ANCORA SCATTI Sulla Cote de Bohisseau ancora prove di fuga, si avvantaggia un gruppo di 5 corridori tra loro ci sono Cataldo, Kreuziger e Ivanov. Lo strappo decreta la fine del sogno di Moreau. Il corridore francese è ripreso dal gruppetto dei fuggitivi. La Cote de Bohisseau è solo il luogo di qualche scintilla ma non è ancora arrivato il momento della fuga decisiva. Il gruppo si ricompatta poco dopo la fine dell’ascesa. Arriva il momento della Cote de Bousalle ed arriva il momento di Serpa. Il colombiano ai – 20 km viaggia con un vantaggio di oltre 15’’. Ottime intenzioni, encomiabile il suo tentativo ma il gruppo riassorbe anche la sua azione.
IL MURO DI REBELLIN La penultima ascesa, quella più lunga, mette in fila indiana il gruppo e fa selezione. Scarponi, Gasparotto e Ivanov provano a portare via un gruppetto ma la loro azione dura il tempo di un istante. Ancora scatti e davanti restano in sei Scarponi, Rodriguez e Pfannberger, Kreuziger, Tiralongo e Kroon. Gli uomini di testa, quando mancano 5 km al traguardo, hanno un vantaggio di 7 secondi. Dietro inseguono il Team Columbia, l’Euskaltel e la Silence Lotto, il destino dei fuggitivi è segnato cosi come quello della corsa, si decide tutto sul Muro di Huy. Inizia l’ascesa e cominciano gli scatti, questa volta sono quelli decisivi. Wegmann si avvantaggia. I favoriti sono in testa al gruppo, riprendono Wegman e aspettano il momento decisivo, quello dell’allungo vincente. Andy Schleck, Rebellin, Cadel Evans sono davanti a tutti, Cunego è leggermente staccato. Rebellin ha già vinto due volte la Freccia Vallone, sa dove piazzare l’attacco vincente e ha il colpo di pedale giusto. Il corridore veneto inizia la sua progressione quando mancano 200 metri al traguardo. Cadel Evans e Schleck sono stremati, il suo vantaggio aumenta progressivamente ed arriva da solo sulla linea del traguardo. È la somma che fa il totale. Tanti muri, tanta salita, tanti km significano tanta fatica. Davide Rebellin di fatica da questa parti ne ha fatta tanta ma è stata ricompensata con tante vittorie, tre per la precisione. Da oggi il Muro di Huy è ancora un po’ di più il muro di Rebellin.
Classifica finale: 1) Rebellin 2) Schleck 3) Cunego 4) Sanchez 5) Cadel Evans








